Giuseppe Patriossi, Prometeia Advisor Sim, ha introdotto i lavori partendo da una domanda che inevitabilmente il mondo degli investitori oggi si sta ponendo: il Covid-19 rappresenta un break strutturale per l’investitore?
Sicuramente lo è per la società, l’economia e per i sistemi di welfare e la pandemia ha fortemente accelerato alcuni fenomeni già in atto, tra cui – per gli investitori istituzionali – la necessità di potenziare il presidio dei processi d’investimento e dei rischi connessi, mettendo al centro l’efficienza nell’allocazione delle risorse finanziarie e l’efficacia nel raggiungimento degli obiettivi, finanziari e non solo.


Considerato che gli shock sui mercati finanziari, ha continuato Patriossi, si
manifestano con una velocità sempre più alta che risulta incompatibile con le tempistiche decisionali tipiche dell’investitore istituzionale, per poter riuscire ad agire con maggiore tempestività e rendere una strategia d’investimento massimamente efficiente nell’implementazione, è necessario focalizzarsi sulla definizione degli obiettivi strategici e sulla verifica del loro raggiungimento.

Appurato che nel processo d’investimento esiste ormai un presidio generalizzato della fase di definizione della strategia e di controllo della stessa, sicuramente la fase su cui si può intervenire è quella dell’implementazione degli investimenti, dove si rischia di avere degli approcci troppo dispersivi che rendono la fase di controllo problematica e poco tempestiva.

Per questo il lavoro che Prometeia sta portando avanti con gli investitori, in particolare con Casse di Previdenza, Fondi Sanitari e Fondazioni di origine bancaria, è – partendo da quanto l’industria mette a disposizione come strumento consolidato ovvero la costruzione di un comparto di investimento dedicato all’investitore – quello di studiare soluzioni su misura, affiancando gli Enti durante tutte le fasi del processo d’implementazione, dallo studio della fattibilità, al design della soluzione, alla selezione dei provider e al supporto nella fase di avvio. Per poi assicurare anche il supporto continuativo una volta che la soluzione è stata avviata, attraverso i servizi di investiment e risk advisory.

Con riferimento alle tematiche connesse alla sostenibilità, Prometeia ritiene che esse debbano diventare una vera e propria priorità e che debbano essere integrate necessariamente nel processo di investimento, dove i fattori ESG diventano sempre più protagonisti. L’integrazione dei fattori ESG deve avvenire sin dalla fase di definizione della strategia, ma anche nella selezione e monitoraggio di prodotti e gestori e le metriche ESG devono essere inserite nelle analisi di risk management ex-ante ed ex-post.

Patriossi si è poi focalizzato sugli investimenti ad impatto ovvero quegli investimenti in imprese, organizzazioni o fondi che devono avere l’intento di realizzare un impatto ambientale e sociale misurabile e in grado al contempo di produrre un rendimento finanziario per gli investitori.

“L’impact investing” sembra essere ormai un approccio in crescita, una recente analisi pubblicata dal Forum della Finanza Sostenibile nell’ambito dell’indagine sul mercato previdenziale italiano rileva infatti che il 16% degli investitori previdenziali italiani ha adottato questo approccio nei loro portafogli. Ma quali sono le caratteristiche “dell’impact investing”? Innanzitutto l’intenzionalità nel generare un impatto positivo e la misurabilità dello stesso. A tal fine può ad esempio essere misurato il livello di raggiungimento dei 17 SDGs (Sustainable Development Goals), obiettivi relativi a tematiche di ordine ambientale, sociale, economico ed istituzionale. Anche su questi aspetti Prometeia ha investito e sta investendo molto in termini di esperienze e competenze da mettere a
disposizione degli investitori.

Patriossi ha concluso con un esempio concreto d’investimento ad impatto realizzato proprio dal Gruppo Prometeia, che nella ristrutturazione della sede centrale di Bologna ha ottenuto la certificazione LEED Gold (leadership in energy and environmental design) riducendo del 45% il consumo idrico e del 31% il consumo energetico, contribuendo al miglioramento della sostenibilità ambientale della città.