EDUCATION FINANZIARIA: SECONDO APPUNTAMENTO

2019-06-20T09:19:13+00:00 May 9th, 2019|

UCITS CHALLENGE

Simulazione di assessment di strategie di investimento tradizionali

LEGGI IL REPORT DEL 15 MAGGIO

Continua il ciclo di Education finanziaria del Forum Valore in collaborazione con Zero In.
L’obiettivo dell’incontro è stato quello di entrare nel vivo dei fondi UCITS con una challenge che ha coinvolto tre gestori che hanno deciso di esporre le proprie strategie di investimento di fronte ad un advisor specializzato, Prometeia Advisor Sim, dando evidenza dei punti di forza e gli eventuali punti di debolezza degli investimenti di questo tipo.
UCITS è un acronimo che per esteso significa Undertaking for Collective Investment in Trasferable Securities. Si riferisce al framework normativo introdotto dall’Unione Europea per definire e uniformare regole di investimento, aspetti gestionali e contenuti dei prospetti informativi degli organismi di investimento collettivo, e renderli così disponibili all’investimento in tutti i paesi.

Giuseppe Patriossi, Senior Manager di Prometeia Advisor Sim, ha introdotto i partecipanti alla sessione di lavori attraverso una panoramica dei principali punti caratterizzanti il processo di analisi e selezione dei fondi dal punto di vista di un advisor finanziario.

Prometeia vanta un’Esperienza ventennale nella consulenza ad investitori istituzionali, specificamente autorizzata a prestare il servizio di consulenza in materia di investimenti sotto la vigilanza di Consob e Banca d’Italia. Ha un proprio approccio di selezione ai fondi di investimento che si basa su uno screening quantitativo basato sul track record secondo un modello proprietario (Indice Sintetico di Performance) e un’analisi qualitativa dei best performer. Dedica a tale servizio di investimento un team dedicato e ha inoltre creato già dal 2001 un database proprietario contenente i migliori fondi disponibili sul mercato organizzati per gruppi omogenei di prodotti (peer group).

Secondo Prometeia l’approccio alla selezione di fondi di investimento da parte di un investitore istituzionale deve essere caratterizzato da trasparenza, comparabilità e replicabilità. In ragione di ciò l’investitore dovrà far leva sull’individuazione di un proprio metodo robusto e consistente, sull’utilizzo di professionalità e strumenti adeguati e sull’interazione con l’industria al fine di conoscere le caratteristiche dell’offerta delle case di gestione.

La challenge vera e propria è iniziata con l’intervento di Roberto Zoia, Head of markets and products support for Banks di Azimut Institutional, il quale attraverso la gestione di portafogli obbligazionari focalizzati in particolar modo sul credito corporate ed emergente, ha presentato il modello di selezione dei titoli con un approccio simultaneo: «Top Down», partendo cioè dall’analisi del contesto macroeconomico per dedurne scelte di allocazione in determinati strumenti e settori proseguendo poi nella selezione dei rating con un’analisi «Bottom-Up» che da priorità alle caratteristiche della singola azienda/Stato, indipendentemente dal contesto macro.

L’obiettivo principale di AZ Fund è quello di conseguire ritorni superiori a quelli di un portafoglio governativo, sfruttando le competenze del team di gestione in ambito corporate/emergente.
I fattori-chiave che consentono di «fare la differenza» sono l’esperienza, la conoscenza degli strumenti e del loro funzionamento e del loro comportamento nei diversi contesti di mercato, la flessibilità in termini gestionali per catturare opportunità o distorsioni di mercato non accessibili a tutti gli operatori, men che meno al cliente retail.

Fabrizio Mazzucato, Head of Institutional di T.Rowe Price, ha presentato il punto di vista di un asset manager internazionale specializzato nella gestione attiva di portafogli dedicati alla clientela istituzionale presentando i portafogli azionari internazionali. In particolare Mazzucato ha sottolineato l’importanza di disporre di un’ampia rete di analisti e professionisiti dedicati alla gestione e delle risorse necessarie per poter operare 24 su 24 su tutti i mercati. Gli incontri con i vertici aziendali sono il principale punto di forza dell’attività di ricerca. L’esame delle aziende in cui si vuole investire o si è investiti si compone di molte attività, dallo studio del bilancio e della valutazione corrente alle prospettive di crescita, l’analisi fondamentale, la visita della società sul posto, gli incontri con i fornitori, i clienti e i concorrenti ove possibile. Ogni analista ha il compito di segnalare ai gestori i titoli migliori nel suo ambito di specializzazione e cercare di convincere il gestore della validità delle proprie tesi. La vicinanza fisica e un ambiente di lavoro a “porte aperte” offrono ad analisti e gestori numerose occasioni di incontri, spesso anche informali, e questo dialogo continuo diventa essenziale per un processo decisionale informato, rigoroso e tempestivo:
non attendere il cambiamento ma cercare di anticiparlo avendo la convinzione necessaria per pensare in modo indipendente agendo però in collaborazione.

Nell’ottica di gestione multi asset/multi manager un Investitore Istituzionale può – di norma – perseguire due diverse strade: a) aprire una pluralità di mandati/gestioni patrimoniali o b) sottoscrivere una pluralità di fondi comuni/fondi di investimento. Tale approccio implica tuttavia inefficienze operative e fiscali, oltre ad una minore capacità di percepire i reali rischi e costi del portafoglio.

Giovanni Legnani, Institutional Sales, ha spiegato come Quaestio Capital abbia saputo superare entrambi i problemi sviluppando una piattaforma Multi Asset Multi Manager aperta, che comprende oggi più di 30 società di Gestione partner internazionali.

La piattaforma si declina nell’offerta di Fondi “Su Misura”, caratterizzati da tre pilastri:

asset allocation: top down (strategica) effettuata da Quaestio in linea con gli obiettivi del cliente e bottom up (tattica) effettuata da gestori specializzati;
gestione del rischio: possibilità di effettuare attività di gestione capillare del rischio tramite overlay;
trasparenza: piena visibilità quotidiana sull’intero portafoglio fino al singolo titolo, grazie all’integrazione di tutte le posizioni.

La struttura di governance e controllo di un Fondo “Su Misura” può essere ulteriormente rafforzata – se desiderio del Cliente – dalla creazione di un Investment Committee, al quale partecipano a maggioranza rappresentanti del Cliente. Al Comitato può essere attribuito il potere di dare istruzioni vincolanti riguardo il Fondo “Su Misura”, quali ad esempio la definizione del benchmark di riferimento, dell’asset allocation e la selezione dei gestori terzi.

La scelta di optare per la creazione di un Fondo “Su Misura” di Quaestio comporta per l’Investitore l’accesso ai migliori asset manager globali a costi che beneficiano delle economie di scala di una piattaforma di € 7 miliardi, la netta semplificazione a livello contabile/amministrativo grazie all’unico NAV del Fondo, la possibilità di beneficiare di un dividendo periodico il cui ammontare è indicato dal Cliente, la possibilità di effettuare una gestione del rischio efficiente, con un incremento dell’efficienza fiscale.